BAR ROSPAGLIO
ELOGIO ALLA FINOCCHIONA
E anche l'Equinozio di Primavera, puntualmente, è arrivato a risvegliare gli ormoni del genere umano. Sopito per un paio di giorni dietro ad acquazzoni che non danno tregua, finalmente ha fatto la sua prima apparizione. Da oggi riprenderemo ad essere preda delle smanie di stagione. Alcuni annuseranno nuovi amori, altri inforcheranno le due ruote con in tasca il Manifesto di Ventotene convinti ci sia scritto che le strade, tutte le strade, compresa l'Appia Antica, le abbiano costruite esclusivamente per loro e quindi siano liberi di invaderle per l'intera carreggiata. E poi ci sono io. Già proprio io che, non per vantarmi, ma non seguo le mode stagionali. Io non pedalo, ne tantomeno mi affido al detto "Segui il tuo Cuore". Io seguo la fame. Perenne, istancabile, immancabile e soprattutto esperta. E' cosi che anche in questo inizio di primavera mi sono rivolto a Lei e sono partito. Il paesaggio mi scorreva davanti, terra rossa e cieli pieni di nuvoloni bianchi che il mio cervello, in diretta, elaborava in un bianco e nero pieno di contrasti. Nonostante l'ora di pranzo fosse passata da un pezzo e il mio stomaco avesse già indetto varie manifestazioni di protesta, io proseguivo, fiducioso nell'esperienza della mia fame. Ad un tratto eccoci; il paesaggio torna ad essere familiare, capisco che ho già percorso quella strada. Dietro ad una curva, infatti, ecco che mi appare un Bar del quale ho bei ricordi. Non indugio e parcheggio. All'interno mi dirigo senza convenevoli verso il banco degli insaccati. Lei è li! Bella, rosea, profumata e sembra mi aspettasse. Mi vado a sedere fuori, il vento soffia fresco, stacco il primo morso del panino e lo gusto ad occhi chiusi. In bocca un esplosione di gusti: sento il vento, la pioggia, l'odore dell'erba umida, il sapore delle spezie, il profumo della contadina, le urla di suo padre ogni qualvolta tento di baciarla e poi ancora tabacco, ginepro, finocchietto selvatico, salvia, rosmarino, un retro gusto di mandorle giapponesi e anche un lieve sentore di oppio. O almeno credo. Ad un tratto però la poesia svanisce e vengo sopraffatto da un brutto pensiero. Riavvolgo il nastro. Sono appena entrato nel bar, due tipi, all'apparenza molto Woke, stanno chiedendo dei panini. Uno con tofu e l'altro con seitan. Mentre aspettano gli cade l'occhio sulla finocchiona e scandalizzati protestano con il proprietario in modo che, se proprio non vuole eliminarla, che almeno le cambi il nome in un più politicamente corretto "salamino arcobaleno" oppure in "salsicciotto gaio". Tremo. Stacco un altro morso al mio panino cercando di tranquillizzarmi ed immediatamente come in una nuvola mi appare un maiale che con la sua grassa zampotta mi batte sulla spalla e mi dice: "Tranquillo ragazzo, a te ci penso io. Loro non la spunteranno mai!" Mi asciugo il sudore, bevo un sorso di birra e torno a gustarmi il mio panino alla finocchiona che ora ha molto più semplicemente un inconfondibile sentore di Vita.
S.P. 73 Senese Aretina 11, Sovicille (Si)
